mercoledì 25 giugno 2014

L' intervista con...Victoria Fox!

L' angolo delle interviste è più popolato che mai in questo periodo, e dopo aver avuto come ospiti due scrittrici, una ben nota alle lettrici italiane e molto apprezzata mentre l' altra appena sbarcata nelle nostre librerie con il suo primo romanzo, oggi è la volta di un altro nome nuovo in Italia, una donna che ha saputo donare al suo romanzo un mix sorprendente e ben calibrato di segreti, conflitti, vicende familiari e romanticismo. Lei è Victoria Fox e questa è l' intervista fatta per Hollywood Party.


Ciao Victoria e benvenuta su Leggere Fantastico e Romantico! Sono molto contenta di averti come mia ospite. Cominciamo con la prima domanda.
1. Il tuo libro è una brillante combinazione di romance, segreti di famiglia, patinato mondo di Hollywood e dramma. Dov'è nata l' idea per Hollywood Party? Cosa ti ha ispirato?

Grazie mille! L' idea è nata dall' amore che nutro per le case di campagna inglesi che rappresentano un grosso palcoscenico per il romanticismo, i segreti e il dramma. C'è qualcosa di affascinante in queste dimore rurali così eleganti ma in rovina, per non parlare dei proprietari, così ho deciso di usarne una come ambientazione. Ogni volta che mi sono seduta a scrivere della tenuta di Usherwood mi ci sono persa in essa: la cantina, la torre, i corridoi interminabili e il grande salone grigio... Era un mondo a sè stante.
Inoltre, ho sempre avuto voglia di scrivere una storia su dei fratelli rivali: affascinanti, sexy, ma uomini assolutamente in contrasto, legati dal passato ma in guerra per il futuro. Hollywood Party è avvolto da uno scandalo di famiglia. Io lo definisco Jackie Collins che incontra Downton Abbey!

2. Come mai hai scelto di ambientare il tuo libro in Cornovaglia e sulla costa inglese?

Altri miei libri possiedono un sapore internazionale così ho deciso di parlare di Inghilterra per cambiare. Il sud-ovest inglese mi sta molto a cuore - vivo li adesso - e adoro la costa britannica. Credo ci sia un particolare tipo di romanticismo nel mare, un giorno può essere tempestoso e selvaggio, e quello dopo calmo come la seta: è un ottimo contrasto per le emozioni dei personaggi e i punti essenziali nella storia.

3. Puoi parlarci dei fratelli Lomax, i protagonisti del libro, e che tipo di personaggio rappresentano?

I fratelli sono molto diversi tra loro. L' arrogante e diabolico Cato è scappato dalla dimora paterna per intraprendere una spumeggiante carriera hollywoodiana, mentre Charlie, forte e sensibile, è rimasto a prendersi cura della tenuta in difficoltà. Cato è egoista e testardo, sfrontato e sconsiderato, a cui interessa compiacere solo se stesso, ma è affascinante, e l' ha passata liscia con un omicidio. Charlie è buono e gentile, amante dell' arte e riflessivo, non vede l' utilità nel discutere a meno che non abbia qualcosa di importante da dire. Il loro conflitto fraterno scorre molto in profondità. Il passato cela una miniera di tradimenti e perfidie, e una calda estate porterà tutto questo a galla.

4. Che cosa hanno in comune Cato e Charlie?

La loro devozione verso la tenuta di Usherwood, ma per ragioni diverse. Charlie ama la casa per i ricordi che questa racchiude e per la bellezza che ancora conserva, mentre la devozione di Cato è per la posizione sociale che la casa gli regala. Cato gradisce molto la sua pozione come aristocratico, soprattutto quando si tratta di impressionare i suoi amici di Los Angeles, anche se non comprende realmente ciò che occorre per gestire una tenuta e non è disposto a mettersi al lavoro. Charlie fatica ogni giorno per mantenere la tenuta a galla: e non è mai stanco di farlo perchè il suo cuore e la sua anima le appartengono. 

5.  Qual è stato, in questo libro, il tuo personaggio preferito da scrivere e perchè?

Susanna, la fidanzata americana di Cato: lei è la migliore arrampicatrice sociale e non vede l' ora di diventare Lady Lomax, la proprietaria della tenuta! Susanna porta lo sfarzo e lo scintillio di Hollywood nella storia. Fieramente ambiziosa, Susanna è in preda alla disperazione nel tentativo di portare nuovamente la sua carriera di attrice sotto le luci della ribalta, e vede una proposta di matrimonio di Cato come la risposta ai suoi problemi - se solo riuscisse a farlo mettere in ginocchio...
Susanna è vanitosa e viziata ma sotto la sua maschera patinata nasconde una donna complessa e vulnerabile. Mi è piaciuto dare equilibrio ad un personaggio che tendiamo ad odiare.

6. Qual è stata la parte più impegnativa da scrivere in questa storia?

Far sì che l’amore tra Charlie e Olivia crescesse col ritmo giusto. Gli altri miei libri sono più lunghi, si svolgono in diverse ambientazioni e su molteplici linee narrative, così spesso il ritmo e la quantità di questi cambiamenti narrativi possono fuorviare il lettore. 
Con Hollywood Party sapevo di dover smontare di nuovo tutto, concentrarmi suoi personaggi e sulla sinergia tra loro, e costruire un viaggio romantico che fosse affascinante e convincente nello stesso tempo. Charlie è stato un personaggio complesso da scrivere. Ho voluto donargli quel tanto che bastava per poterci innamorare di lui, ma non così tanto da intaccare la sua natura forte e silenziosa.

7. Hai sempre voluto essere una scrittrice?

Si. Fin da quando ho capito cosa fosse un libro, avrei voluto scriverne uno. Quando ero piccola scribacchiavo storie su pezzi di carta e mio padre li univa. Quando scrivo, sola con la mia immaginazione e sapendo che questa sarebbe capace di portarmi in qualsiasi luogo io volessi avventurarmi, mi sento in pace.

8. Vuoi descriverci com'è la tua giornata?

Sono più produttiva di mattina così mi alzo presto e scrivo quanto più possibile prima di mezzogiorno. Dopo pranzo sono meno producente così vado a fare shopping, oppure a trovare qualche amico, e poi riprendo nel pomeriggio. Il mio obiettivo è quello di scrivere circa 2000 parole al giorno. La creatività non è un qualcosa che puoi accendere o spegnere a piacimento, così è inevitabile come certi giorni siano più fruttuosi di altri.  Se riesco a scrivere 3000 parole in un giorno, cerco di non preoccuparmi troppo se ne scriverò 500 la volta dopo. Dopo le sei del pomeriggio, quando mio marito torna dal lavoro, mi fermo. Cerco di conservare questo normale orario di lavoro il più possibile; mi mantiene in sintonia con il resto del mondo!

9. Quando inizi a scrivere una storia, sai già come questa andrà a finire?

In linea di massima, si. Ho bisogno di sapere che fine faranno i miei personaggi, chi avrà un lieto fine e chi andrà incontro a un destino spiacevole, e questo tende a delinearsi nel finale di un libro, ma non vuol dire necessariamente che io sappia come ci arriveranno a quel finale. Pianifico la trama solo in modo vago. Pianificare troppo potrebbe rendere il processo narrativo troppo rigido: trame spontanee e personaggi credibili danno ai capitoli la possibilità di evolversi in direzioni sorprendenti, e dovrei essere abbastanza flessibile per seguire quella strada. Allo stesso modo, non pianificare niente può portare la storia a un vicolo cieco: un romanzo è un lungo impegno, e 50,000 parole, senza alcun tipo di pianificazione, diventano una gran confusione. Si tratta di impostare la trama in modo da conoscerne i punti salienti, ma lasciando che gli eventi tra l’uno e l’altro siano abbastanza flessibili da poter essere adattati mano a mano che si sviluppa la storia.

10. Che cosa pensi renda buona una storia?

I personaggi. Si tratta sempre di personaggi! La gente mi disse questo quando iniziai a scrivere, ma solo diversi anni dopo mi è parso davvero chiaro. Se imposti bene i tuoi personaggi, essi ti racconteranno la storia. Ti guideranno attraverso questa. I lettori andranno ovunque con te se hanno fiducia nei personaggi che seguono. Prima di iniziare un romanzo, redigo una breve scheda sul personaggio, così so com'è fatto ognuno di loro. Cambieranno e ti sorprenderanno per come prendono vita di pagina in pagina, ma dovrai adottare una presa ben salda su chi reputi prezioso.

11. Ed infine l' ultima domanda. Sei mai stata in Italia? Cosa vorresti dire ai tuoi lettori italiani?

Si, e amo l' Italia! Fuori dall' Inghilterra è il mio paese preferito. Firenze è in cima alla lista delle mie preferenze, ma anche Venezia e Roma, e Capri è una delle isole più incredibili che io abbia mai visitato. Vorrei dire ai miei lettori italiani (e chiedo perdono se è sbagliato): Grazie per la lettura Hollywood Party. Spero che vi piaccia!

And now...english version!!

Hi Victoria, welcome to Leggere Fantastico e Romantico! I'm so happy to have you here! Let's start with the first question.
1. Your book is a brilliant combination of romance, family secrets, glittering world of Hollywood and drama. Where did you get the idea for Glittering Fortunes/Hollywood Party? What inspired you?

Thank you so much! The idea came from my love of English country houses – they make such a great stage for romance, secrets and drama. There’s something fascinating about these elegant yet faded rural mansions, not to mention their owners, so I just had to use one as my setting. Every time I sat down to write about Usherwood House I lost myself in it: the cellar, the tower, the endless corridors and the big smoky hall… It was a world in itself. I’ve always wanted to write about rival brothers, too: handsome, sexy, yet utterly 
contrasting men, bound by the past but at war over the future. Hollywood Party is packed with family scandal. I call it Jackie Collins meets Downton Abbey!

2. Why did you choose to set the book in Cornwall and UK coast? 

My other books have an international flavour so I wanted to write about England for a change. The southwest is close to my heart – I live there now – and I adore the British coastline. I think there’s a special kind of romance to the sea, it can be stormy and wild one day and calm as silk the next: it’s a great foil for character emotions and keystones in the story.

3. Can you tell us something about the Lomax brothers and the kind of characters that they are?

The brothers are very different. Arrogant, devilish Cato has escaped the ties of his ancestral home to pursue a sparkling career in Hollywood, while Charlie, strong and sensitive, has stayed behind to care for the ailing estate. Cato is selfish and willful, brazen and rash, out to please only himself – but he’s charming with it, and gets away with murder. Charlie is kind and gentle, artistic and brooding, and doesn’t see the point in 
talking unless he has something meaningful to say. Their sibling conflict runs deep. The past conceals a treasure trove of betrayals and treacheries, and one hot summer will bring everything to a head. 

4. What do Cato and Charlie have in common?

Their devotion to Usherwood Estate – but for conflicting reasons. Charlie loves the house for the memories it holds and the beauty it retains, where Cato’s allegiance is with the status it gives him. Cato relishes his position as an aristocrat, especially when it comes to impressing his LA friends, yet he has no real understanding of what it takes to run a household and isn’t prepared to put in the work. Charlie toils every day to keep the estate above water: he never tires because his heart and soul belong to it.

5. Who was your favourite character to write in Glittering Fortunes and why?

Susanna, Cato’s American girlfriend: she’s the ultimate social climber and can’t wait to become Lady of the Manor! Susanna brings the glitz and sparkle of Hollywood to the story. Fiercely ambitious, she’s desperate to get her acting career back on track, and sees a proposal from Cato as the answer – if only she can get him down on one knee… 
Susanna is vain and spoiled but beneath her glossy veneer is a more complex, vulnerable woman. I enjoyed striking the balance of a character we love to hate.

6. What was the most challenging part of writing this story? 

Getting the love arc between Charlie and Olivia just right. My other books are longer, with multiple locations and storylines, so often the pace and momentum of those switching narratives can pull the reader through. 
With Hollywood Party I knew I had to strip it all back, focus on the characters and the chemistry between them, and build a romantic journey that was both seductive and convincing. Charlie was intricate to write. I wanted to give us just enough to fall in love with him, but not so much as to take from his strong, silent nature.

7. Did you always want to be a writer?

Yes. Ever since I knew what a book was, I wanted to write one. When I was little I’d scribble out stories on scraps of paper and my dad would staple them together. When I’m writing, alone with my imagination and knowing it can take me anywhere I dare to go, I feel at peace.

8. Can you describe a typical day of your life?

I’m most productive in the morning so I’ll get up early and write as much as I can before midday. After lunch I flag a bit so I go out shopping, or to meet a friend, and then resume in the afternoon. My aim is to write about 2000 words a day. Creativity isn’t something you can turn on and off, so inevitably some are more industrious than others. If I manage 3000 words one day, I’ll try not to worry too much if I only manage 500 the next. After six p.m., when my husband gets in from work, I stop. I try to keep to normal working 
hours as much as possible; it keeps me in sync with the rest of the world!

9. When you start writing a book, do you already know how it’s going to end?

Broadly speaking, yes. I need to know where my characters will end up, who has a happy ending and who meets a sticky finish, and that tends to sketch in the finale of a book – but that doesn’t necessarily mean I know how they get there. I plan loosely. Plotting too much can make the writing process very rigid: natural storylines and organic character development mean that chapters can progress in surprising directions, and I should be flexible enough to follow. Equally, not planning at all can lead the story into all sorts of dead ends: a novel is a long endeavour, and 50,000 words in, without any kind of plan, is a confusing place. It’s about putting enough down in advance to know where the markers fall, but keeping the path between them free enough to adapt.

10. What do you think makes a good story? 

The characters. It’s all about the characters! People told me this when I first started but only several years on has it really sunk in. If you get your characters right, they will tell you the story. They’ll guide you through it. Readers will go anywhere with you if they believe in the people they are following. Before I start a novel, I draw up a brief character sheet so I know who everyone is. They’ll change and surprise you as they come to life on the page, but having a firm hold on who your main players are is invaluable.

11. And now last question. Have you ever been in Italy? What would you say to your Italian readers?

Yes, and I love Italy! It’s my favourite country outside England. Florence is top of my list, but I also like Venice and Rome, and Capri is one of the most incredible islands I’ve ever visited. I’d say to my Italian readers (and sorry if this is wrong): Grazie per la lettura Hollywood Party. Spero che vi piaccia!

4 commenti:

  1. Veramente complimenti a te e a Victoria Fox. Bellissima intervista ; mi è molto piaciuta la risposta alla domanda 9 e 10 .Ho voglia di leggere il libro .CIAO

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Paola, che dolce! Devo dire che anche la Fox è una donna estremamente disponibile e gentile!

      Elimina
  2. ero già curiosa dopo la recensione, l'intervista la completa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Chiara! Ne sono felice, spero ti piaccia come è piaciuto a me :)

      Elimina